31 maggio 2010

verità

"Il dolore che non parla sussurra al cuore di spezzarsi"

W. Shakespeare

22 maggio 2010

MOTIVI

Vivo perché esistono i libri, perché Marcel Proust ha scritto a penna, e perché piccoli occhi verdi di gatto stanno in qualche posto ad aspettare proprio me.

 

Campo, indissolubile dalla mia voglia di morire, perché qualcuno mi fa ancora ridere, perché qualcuno mi vuol bene senza saperlo, e per dare il tempo ai miei di organizzarsi circa il mio arrivo: li voglio vedere tutti in forma e contenti di riabbracciarmi anche fossero all'inferno e mi toccasse scenderci, per meriti di chicchessia.

 

Mio padre diceva due cose mitiche che mi sono rimaste in mente. Diceva "Tutta la mia intelligenza è passata a mia figlia, io sono diventato stupido" e "Quando muoio apro una gelateria all'inferno".

Cosicché, se ci andrò, all'inferno, finalmente troverò un lavoro, da papà e gli terrò i conti e l'inventario di creme e cioccolata.

 

Vivo per dispetto alla vita che voleva andarsene senza il mio consenso e quando non ero d'accordo, per riaffermare il mio diritto a scegliere ora e strumento, e nel frattempo mi diverto, salgo sui tetti delle Case dei Suicidi dove mangio pizza consegnata a domicilio, sghignazzo sola sul tram e coltivo amori di passaggio…

 

 

 30 marzo 2008 – liberamente ispirato da "Non buttiamoci giu'" di Nick Hornby

21 maggio 2010

per cominciare stamattina a pensare....

Miracle of Love

I am like the wind
No one can hold me
I belong to everyone
No one can own me
The whole world is my home
All are my family

Neem Karoli Baba

20 maggio 2010

NUMERI

Secondo la mia amica Maura io appartengo alla paura.

La sua forca enneagrammatica, nella quale si impigliano abbastanza malamente tutte le sue conoscenze, mi classifica con un numero meschino e panciuto, il 6, che elenca solo persone paurose, timorose, un po' vigliacche e probabilmente, in fondo in fondo, piuttosto vili.

Filo conduttore della mia vita sarebbe dunque il terrore, che frena ogni mio ardire e impedisce ogni balzo verso qualsiasi meta migliore ma ignota, luminosa ma difficile, mi si pari davanti.

Ciò include persone, affetti, occasioni, luoghi, professioni, idee, prese di posizione e pure infingimenti: anche davanti a quelli, che sono necessariamente complicati da sostenere una volta cominciati, mi tremerebbero i polsi dalla fifa.

Per tutte queste ragioni sembro una persona accomodante, mentre sono in realtà una cacasotto.

Esclude, Maura, che io possa agire, o non farlo, per puro ragionamento su quel che mi conviene o no, su quel mi piace o no. A suo giudizio il vero motivo é sempre la tremarella che mi impedisce di fare scelte, o peggio, le guida solo verso porti sicuri, seppur meschini.

Lei peraltro trova conferme alle sue teorie numeriche in tutti quelli che incontra e, a onore della sua obiettività, anche in sé stessa.

Principalmente mette in luce i difetti, le magagne, le incapacità, le ragnatele attaccaticce che ciascuno di noi - e non c'é numero che si salvi - trascina con sé nel suo percorso di crescita, anche solo anagrafica, grazie proprio al numerello in cui è incasellato dalla natura e alla nascita.

Qualche volta racconta di ciascun numero anche le qualità, ma ha davvero una speciale passione per i difetti e gli errori, meglio se sono disgustosi.

Il mio difetto, la paura di tutto, pare sia davvero ripugnante e mi condizioni a tal punto da permettermi solo una vita gretta, limitata alle banalità, e di nessuna soddisfazione.

Anche il mio non volere un gatto in casa è considerato da Maura un segno di debolezza, dovuta al timore delle scorticature che l'animale infliggerebbe a tende e poltrone.

L'argomento "assenze frequenti = gatto solo" che ho tentato di avanzare a mia discolpa non è per lei altro che la conferma alle sue teorie: <<Ma se non vai in nessun posto.. e poi esistono le pensioni..>>

Così, da quando ho saputo a quale numero appartengo, anche io ho cercato di analizzare i miei comportamenti attraverso la sua infallibile teoria, e .. ho proprio paura che abbia ragione…..

da un grande saggio

“Oh mangiatore di carne, tu non sei un essere umano. Non accompagnatevi con un mangiatore di carne, perché anche la sua sola compagnia è dannosa per la devozione al Signore.
Credimi, amico, coloro che mangiano carne e pesce e bevono bevande inebrianti, saranno tutti estirpati come le erbacce sono estirpate da un fertile campo e gettati dentro un’oscura valle di morte.
Tutta la carne è una, che sia di uccello, di cervo o di vacca e coloro che la mangiano andranno direttamente all’inferno con gli occhi aperti”.

Kabir, poeta Sufi

da un altro grande saggio

La cambio io la vita che
non ce la fa a cambiare me...

Vasco Rossi

stamattina, e per sempre

MI OPPONGO

Mi oppongo a ciò che condiziona la mia vita

senza il mio consenso,

a tutto il bene che non è stato fatto

nonostante le mie speranze

e a tutto il male che è stato commesso

malgrado la mia opposizione.

Mi oppongo all'impotenza umiliante dei deboli,

alle vittime senza difensori,

alle ingiustizie senza colpevoli.

Mi oppongo all'egoismo pragmatico,

alla rassegnazione che promuove la tirannide,

all'indifferenza che genera l'oltraggio.

Mi oppongo ai giudizi senza appello

e agli appelli senza giudizio,

al nichilismo dell'appiattimento ugualitario

e alla follia dei vertici insindacabili.

Mi oppongo al monopolio delle coscienze,

alla lottizzazione degli ideali,

alla mercificazione.

Mi oppongo a tutto ciò che si oppone all'amore,

alla gioia, alla pace.

Alla morte io mi oppongo,

per tutti coloro che amano la vita.

Alla gestione del sentimento umano.

Mi oppongo all'amore tradito,

alla fiducia negata, alle speranze deluse,

al paradosso delle guerre liberatrici.

Franco Libero Manco

3 maggio 2010

Nessuno

Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle
sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità.
Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si
immischierebbe in affari che non lo riguardano.
Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando ESSI
agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli.

Albert Schweitzer