Secondo la mia amica Maura io appartengo alla paura.
La sua forca enneagrammatica, nella quale si impigliano abbastanza malamente tutte le sue conoscenze, mi classifica con un numero meschino e panciuto, il 6, che elenca solo persone paurose, timorose, un po' vigliacche e probabilmente, in fondo in fondo, piuttosto vili.
Filo conduttore della mia vita sarebbe dunque il terrore, che frena ogni mio ardire e impedisce ogni balzo verso qualsiasi meta migliore ma ignota, luminosa ma difficile, mi si pari davanti.
Ciò include persone, affetti, occasioni, luoghi, professioni, idee, prese di posizione e pure infingimenti: anche davanti a quelli, che sono necessariamente complicati da sostenere una volta cominciati, mi tremerebbero i polsi dalla fifa.
Per tutte queste ragioni sembro una persona accomodante, mentre sono in realtà una cacasotto.
Esclude, Maura, che io possa agire, o non farlo, per puro ragionamento su quel che mi conviene o no, su quel mi piace o no. A suo giudizio il vero motivo é sempre la tremarella che mi impedisce di fare scelte, o peggio, le guida solo verso porti sicuri, seppur meschini.
Lei peraltro trova conferme alle sue teorie numeriche in tutti quelli che incontra e, a onore della sua obiettività, anche in sé stessa.
Principalmente mette in luce i difetti, le magagne, le incapacità, le ragnatele attaccaticce che ciascuno di noi - e non c'é numero che si salvi - trascina con sé nel suo percorso di crescita, anche solo anagrafica, grazie proprio al numerello in cui è incasellato dalla natura e alla nascita.
Qualche volta racconta di ciascun numero anche le qualità, ma ha davvero una speciale passione per i difetti e gli errori, meglio se sono disgustosi.
Il mio difetto, la paura di tutto, pare sia davvero ripugnante e mi condizioni a tal punto da permettermi solo una vita gretta, limitata alle banalità, e di nessuna soddisfazione.
Anche il mio non volere un gatto in casa è considerato da Maura un segno di debolezza, dovuta al timore delle scorticature che l'animale infliggerebbe a tende e poltrone.
L'argomento "assenze frequenti = gatto solo" che ho tentato di avanzare a mia discolpa non è per lei altro che la conferma alle sue teorie: <<Ma se non vai in nessun posto.. e poi esistono le pensioni..>>
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