3 ottobre 2014

Leone Tolstoj

Il re degli elefanti
 
Un re indiano ordinò che si radunassero tutti i ciechi; e quando i ciechi furono
arrivati alla reggia, fece mostrare a loro i suoi elefanti. Uno tastò le zampe,
un altro la punta della coda, un terzo la radice della coda, un quarto il
ventre, un quinto il groppo ne, un sesto le orecchie, un settimo le zanne, un
ottavo la proboscide.
Poi il re chiamò a sé quei ciechi, e domandò: - Come sono fatti i miei elefanti?
Uno dei ciechi disse: - I tuoi elefanti somigliano a colonne! - Era il cieco che
aveva tastato le zampe.
Un altro cieco disse: - Somigliano a scopette! - Era quello che aveva tastato la
punta della coda.
Un terzo disse: - Somigliano a rami! - Era quello che aveva tastato la radice
della coda.
Quello che aveva tastato il ventre, disse: - Gli elefanti somigliano a un
mucchio di terra!
Quello che aveva tastato i fianchi, disse: - Somigliano a un muraglione!
Quello che aveva tastato il groppone disse: - Somigliano a una montagna!
Quello che aveva tastato le orecchie, disse; - Somigliano a fazzoletti!
Quello che aveva tastato la testa, disse: - Somigliano a un gran mortaio!
Quello che aveva tastato le zanne, disse: - Somigliano a corna!
Quello che aveva tastato la proboscide, disse: - Somigliano a una grossa fune!
E tutti quei ciechi si misero a discutere e a litigare.
 

27 giugno 2014

Rubén Darío

La princesa está triste . .  qué tendrá la princesa?
Los suspiros se escapan de su boca de fresa,
que ha perdido la risa, que ha perdido el color.
La princesa está pálida en su silla de oro,
está mudo el teclado de su clave sonoro;
y en un vaso alvidada se desmaya una flor.

El jardín puebla el triumfo de los pavos-reales.
Palanchina, la dueña dice cosas banales,
Y, vestido de rojo, pirueta el bufón.
La princesa no ríe, la princess no siente;
La princesa persigue por el cielo de Oriente
La libélula vaga de una vaga ilusión.

Piensa acaso e el príncipe de Golconda o de China,
o en el que ha detenido su carroza argentina
para ver de sus ojos la dulzura de luz?
O en el rey de las Islas de las Rosa fragantes,
o en el que es soberano de los claros diamantes
o en dueno orgulloso de las perlas de Ormuz?

Ay! La probre princesa de la boca de rosa
quiere ser golondrina, quiere ser mariposa
tener alas ligeras, bajo el cielo volar,
ir al sol por la escala luminosa de un rayo,
Saludar a los lirios con los versos de mayo,
o perderse en el viento sobre el trueno del mar.

Ya no quiere el palacio, ni la rueca de plata,
ni el halcón encantado, ni el bufón escarlata,
ni los cisnes unánimes en el lago de azur.
Y están las flores por la flor de la corte;
los jaszmines de Oriente, los nelumbos del Norte,
de Occidente las dalias y las rosas del Sur.

Pobrecita princesa de los ojos azules!
Está presa en sus oros, está presa en sus tules,
en la jaula de mármol del palacio real,
el palacio soberbio que vigilan los guardas,
que custodian cien negros con sus cien alabardas
un lebrel que no duerme y un dragón colosal.

Oh quién fuera hipsipila que dejó la crisálida!
(La princesa está triste. La princesa está pálida)
Oh visión adorada de oro, rosa y marfil!
Quién volara a la tierra donde un príncipe existe
(La princesa está palida. La princesa está triste)
más brillante que el alba, más hermoso que abril!

-Calla, calla, princesa! - dice el hada madrina -,
e caballo con alas, hacia acá se encamina,
e el cinto la espada y en la mano el azor,
el feliz caballero que te adora sin verte,
y que llega de lejos, vencedor la Muerte,
a encenderte los labios con su beso de amor!

 Poesías profanas (1896)

15 maggio 2014

Albert Camus

on me disait que ces quelques morts étaient nécessaires pour amener un monde où l'on ne tuerait plus personne

5 maggio 2014

Friedrich Hebbel

«Quando Dio si trovò in imbarazzo a causa della turba d'uomini che non sapevano cosa fare di se stessi, creò allora la fe­li­cità»

15 aprile 2014

The distances by Charles Olson

So the distances are Galatea
                               and one does fall in love and desires
mastery
                               old Zeus—young Augustus
Love knows no distance, no place
                                is that far away or heat changes
into signals, and control
                                 old Zeus—young Augustus

Death is a loving matter, then, a horror
                                   we cannot bide, and avoid
by greedy life
                          we think all living things are precious
                          ---Pygmalions

O love who places all where each is, as they are, for every moment,
yield
                       to this man
                                       that the impossible distance
be healed,
                        that young Augustus
                        and old Zeus
be enclosed . . .

4 febbraio 2014

LA MIA ANIMA ERA UN ABITO AZZURRO

Edith Irene Sodergran
 
La mia anima era un abito azzurro colore del cielo;
l'ho lasciato su uno scoglio, sul mare e sono venuta da te,
e somigliavo a una donna.
E come una donna mi sono seduta alla tua tavola
e ho bevuto una coppa di vino,
e respirato il profumo delle rose.
Hai detto che ero bella,
che somigliavo a qualcosa che avevi visto in sogno.
Ho dimenticato tutto, la mia infanzia e la mia patria,
sapevo solo che le tue lusinghe mi tenevano prigioniera.
E tu, ridendo, hai preso uno specchio e mi hai detto di guardarmi.
Ho visto che le mie spalle erano fatte di stoffa
e si stavano sbriciolando,
ho visto che la mia bellezza era malata,
e che desiderava solo una cosa: sparire.
Oh, tienimi stretta tra le tue braccia,
che io non abbia più bisogno di niente.
 
George Elgar Hicks – Donna tra i fiori

19 gennaio 2014

Anniversario

26 gennaio 1914 - 26 gennaio 2014: domenica prossima sarà il centenario della nascita del mio grande Papà, Giovanni Montanara. E poichè i Grandi vanno celebrati, siano essi personaggi famosi o meno, voglio qui ricordarlo come un uomo onesto, amorevole, sincero, tenace e capace, impegnato sempre a dare affetto e futuro alla sua piccola famiglia, anche in condizioni molto difficili.
Da lui e da mia madre ho imparato l'onestà intellettuale e pratica, l'importanza del rigore morale e della sincerità, la necessità di essere sensibili agli altri e per gli altri, oltre che per sè stessi.
E anche l'allegria, il bello delle cose, l'amore per l'arte e per la cultura, la volontà di perseguire i sogni e i progetti, soprattutto se difficili.
Lui mi ha mostrato la limpidezza dell'amicizia che non mente mai, ma che sorregge, aiuta e accetta confronti sempre, anche davanti a contrasti apparentemente insanabili.
Mi ha fatto capire quanto inutile sia il più alto gradino della scala <sociale> se non si è stati capaci di raggiungerlo guardando e aiutando chi non ce la fa a salire.
Grazie papà, e perdona se quando eri qui queste cose non te le ho mai dette...
la tua "baby"
 

6 gennaio 2014

Pensierino delle Feste Solitarie

Quasi nessuno ama essere se stesso, convinto che essere qualcosa d`altro lo difenda dall`esclusione sociale, che comunque avviene prima o poi per tutti, non per mancanza di originalita` ma di denaro