23 ottobre 2011

E' arrivato quell'ottobre..


HO TAGLIATO I CAPELLI
e domani, stanotte anzi, devo avanzare di un'ora l'orologio.
La patirò, questa ora di sole, mi darà fastidio fino ad ottobre, perche' non saprò che farmene io, mentre le mie cicatrici canteranno.
E non solo quelle del corpo: canteranno quelle del cuore, dell'anima, degli abbandoni, delle sconfitte, degli abbagli, delle morti immeritate, delle malattie, delle facce altrui ustionate sul tram, delle mani altrui amputate per colpa e per disattenzione, o delle cose che io non avrei dovuto dire.

Quante eh?? Tante? Mah, forse invece troppo poche, e comunque, come ripeto sempre a me e a tutti, se le ho dette, se le ho fatte quelle cose, o se le hai prese, tu, quelle decisioni, erano certamente giuste.
Non avremmo potuto fare diversamente.

E non è detto che oggi saresti diverso, e soprattutto non è detto che oggi saresti migliore, e certamente  non è detto che oggi saresti piu' felice, se quelle decisioni fossero state il contrario di se' stesse.
  
Ho tagliato i capelli, e li avrei tagliati anche di più. Mi sono fermata per puro caso, pensando che se terrò i capelli sciolti patiranno di meno la vecchiaia, ma soprattutto non si vedrà quella gobba che da qualche tempo dice quanti anni e quanti sacchi porto sulle spalle.
Non si vedrà, ma io la sentirò, e per evitarlo non c'e' piu' nulla che io possa tagliare...

 Marzo 2011

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