20 ottobre 2008

SCORPIONI

Sospettavo, ho sempre saputo, che il rischio era di farsi molto male.

Assai piu' del prevedibile, avendo io sottovalutato fin da subito la bestia con la quale iniziavo a confrontarmi.

Eppure, a casa mia in Costarica, avevo convissuto con due di quegli esemplari installatisi nel mio bagno, a 50 centimetri dalla mia faccia e per giorni e giorni.

E solo con le mie parole e la loro immobilità ci eravamo capiti alla perfezione: "vi lascio li' e voi mi lasciate qui, a ciascuno un posto comodo, caldo, umido abbastanza, pulito, confortevole"

Inattività da parte loro, normalità da parte mia, e non era successo nulla.

Questa volta, e qui, invece, le parole non servono: lo scorpione umano è sordo, oppure non capisce, o invece sente, capisce, e proprio per questo prepara il colpo.

Molto meglio gli animali, quelli che hanno dato il nome e non quelli che lo hanno preso.



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