20 marzo 2009

MOTIVI

Vivo perché esistono i libri, perché Marcel Proust ha scritto a penna, e perché piccoli occhi verdi di gatto stanno in qualche posto ad aspettare proprio me che non li ho ancora incontrati.

Campo, indissolubile dalla mia voglia di morire, perché qualcuno mi fa ancora ridere, perché qualcuno mi vuol bene senza saperlo, e per dare il tempo ai miei di organizzarsi circa il mio arrivo: li voglio vedere tutti in forma e contenti di riabbracciarmi anche fossero all'inferno e mi toccasse scenderci, per meriti di chicchessia.

Mio padre diceva due cose mitiche che mi sono rimaste in mente. Diceva "Tutta la mia intelligenza è passata a mia figlia, io sono diventato stupido" e "Quando muoio apro una gelateria all'inferno".

Cosicché, se ci andrò, all'inferno, finalmente troverò un lavoro da papà, e gli terrò i conti e l'inventario di creme e cioccolata.

Fino ad allora vivo per dispetto alla vita che voleva andarsene senza il mio consenso e quando non ero d'accordo, per riaffermare il mio diritto a scegliere ora e strumento, e nel frattempo mi diverto, salgo sui tetti delle Case dei Suicidi dove mangio pizza consegnata domicilio, sghignazzo sola sul tram e coltivo amori di passaggio.

30 marzo 2008 - liberamente ispirato a "Non buttiamoci giu'" di Nick Hornby

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